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mercoledì 30 aprile 2014

Il colore del dimagrimento è green

Il suo colore inganna, inducendoci a pensare che si tratta di una specie di caffè diversa. In realtà è lo stesso che beviamo in tazza, con la differenza che non deriva da chicchi tostati. Prima della tostatura, infatti, il caffè è verde, poi assume l’inconfondibile colore e aroma. Ultimamente è diventato l’ingrediente star per restare in linea: pare che aiuti a bruciare i grassi, favorendo il dimagrimento.
Il motivo dipenderebbe da una particolare sostanza, contenuta in abbondanza nel caffè verde che limita l’assorbimento di grassi e zuccheri da parte dell’organismo. Non solo, l’acido clorogenico (questo il nome del potente antiossidante dalla funzione dimagrante) ha un’azione benefica sugli zuccheri accumulati, evitando che si trasformino in grassi.

Secondo le ultime ricerche, i risultati sulla forma fisica si vedono in 6 settimane di assunzione costante.

Naturalmente, aspettarsi il miracolo sarebbe da ingenui: meglio usare il buon senso, e abbinare l’integratore a base di caffè verde ad una dieta bilanciata e a tanto movimento. Senza dimenticarsi di chiedere il parere del medico.

Timore di assumere caffeina in eccesso che renda nervosi? Niente paura: a differenza del caffè tostato, quello verde contiene meno caffeina, che viene assorbita in modo lento e graduale dal nostro organismo.

Pancia piatta? Assumi cibi anti-adipe


Pasqua e Pasquetta hanno "stimolato" l'uso della forchetta? Non siete riusciti a fare a meno delle prelibatezze dei menu della festa? Ecco qualche consiglio legato ad alcuni alimenti "bruciagrassi" che potrebbero aiutarvi per tornare in forma.

Sedano - Composto soprattutto di acqua (circa il 90%), il sedano è noto per le sue proprietà anticolesterolo e antipertensive (sembra che la molecola responsabile sia la 3-n-butilfalide contenuta in questa verdura), diuretiche e digestive; inoltre, è ricco di sodio, potassio, fosforo, ferro e calcio, che lo rendono un remineralizzante naturale, e di vitamine C e K, in grado di apportare benefici alla coagulazione del sangue. Le più recenti ricerche in ambito scientifico hanno anche evidenziato la presenza nel sedano di un flavonoide, potente antiossidante: la luteolina.
Cavolfiori - Molto sazianti per l’alto contenuto di fibre, sono ortaggi ottimi come integratori di vitamina C, di antiossidanti (tra cui il sulforafano e la clorofilla), il cavolfiore è anche un alimento antinvecchiamento. A basso indice glicemico il cavolfiore riduce l’assorbimento dei grassi. Puoi usare i cavolfiori cotti e frullati (a comporre una minestra brodosa) per purificarti e ripristinare la funzionalità intestinale ed epatica dopo periodi di cattiva alimentazione. Finocchio - Carico, di vitamine e sali minerali, contiene fitoestrogeni, sostanze estrogeniche naturali, che riequilibrano gli ormoni femminili, contrastando anche l’accumulo di adipe a livello addominale. Questo ortaggio agisce inoltre sul fegato e sui sistemi di disintossicazione dell’organismo, regolarizzando e migliorando la funzione epatica.
Pomodoro - Povero ci calorie (solo 17 per 100 grammi), il pomodoro si adatta ad ogni dieta ed è mineralizzante, vitaminizzante, digestivo (per la presenza di acidi organici, che stimolano la digestione salivare e gastrica), ma soprattutto è…gustoso. Dalle spiccate proprietà diuretiche, il pomodoro è un ottimo depurativo, anche perché contiene zolfo. Pepe nero - Grazie alla piperina, la sostanza responsabile del sapore piccante di questa spezia, il pepe nero favorisce la produzione di succhi gastrici, migliora l’assorbimento delle sostanze nutrienti presenti negli alimenti introdotti nel nostro organismo, potenziando la termogenesi, ovvero la produzione di calore nel corpo, processo che aiuta a bruciare più calorie. Secondo recenti studi, inoltre, la piperina interferirebbe con alcuni geni coinvolti nella nascita di cellule adipose, ostacolandone la formazione e riducendo quindi la complessiva presenza di grasso nella composizione corporea.

domenica 6 aprile 2014

Viso, crema intima usata da anti-age: boom di vendite

È il prodotto anti-rughe più ricercato del momento e anche il più insolito. Si tratta di una crema ideata inizialmente per migliorare l'elasticità delle zone intime in gravidanza e in menopausa. Ma le vendite sono aumentate vertiginosamente dopo la scoperta delle proprietà antiaging per il viso, condivisa nei forum online.
A Roma le vendite delle due tipologie di prodotto, per gravidanza e per menopausa, sono triplicate dal mese di gennaio a quello di febbraio e in aprile sono cresciute di 10 volte rispetto all'inizio dell'anno. «Si tratta sicuramente di una moda, che però non ha particolari controindicazioni - spiega Leonardo Celleno, dermatologo dell'Università Cattolica di Roma -. Si tratta di un'ottima crema, perché contiene collagene, acido ialuronico e isoflavoni di soia. Sostanze, quindi, che vanno bene per la pelle femminile. In più ci sono le vitamine A, E, C. Un prodotto completo. E così come fa bene all'area perigenitale, può anche andar bene per altre aree del corpo, viso compreso. Per avere ottimi prodotti antirughe, però, non c'è bisogno di ricorrere a questa particolare crema, perché ne esistono molti, altrettanto validi, realizzati per il viso, che hanno una consistenza più adatta. La crema vaginale, infatti, è più appiccicosa».

Nessun danno per la salute a causa dell'uso improprio, dunque, ma nemmeno un'azione miracolosa collegata al prodotto: «Si tratta di piccole manie, lanciate dall'uso di qualche vip - conclude il dermatologo -. A volte questo tipo di imitazione può essere pericoloso e serve fare attenzione, ma in questo caso non ci sono rischi».

giovedì 13 marzo 2014

Cellulite, fanghi d'alga sconsigliati a chi ha problemi di tiroide

Osannati come la soluzione miracolosa agli inestetismi della cellulite i fanghi d'alga sono sconsigliati alle donne che hanno problemi di tiroide e pelle sensibile, per quelle in gravidanza e in allattamento.
«E' necessario abbandonare l'idea che facciano miracoli, benché possano avere qualche efficacia a livello superficiale». Questo il monito di Maria Grazia Caputo, medico estetico presso l'ambulatorio di medicina estetica dell'ospedale Fatebenefratelli di Roma.

«Purtroppo esiste un'informazione distorta - spiega la dottoressa - perché questi prodotti vengono propagandati come la panacea del trattamento della cellulite. In realtà non è assolutamente così. Sono tutti trattamenti che possono avere una qualche efficacia ma soltanto a livello superficiale».

Possono essere di aiuto, continua l'esperta, nel migliorare la compattezza della pelle, un po' il tono, nel renderla più levigata «ma non solo un reale trattamento terapeutico».

«I fanghi d'alga devono essere utilizzati con precauzioni - spiega ancora Caputo - vanno applicati su persone che hanno una cute integra in buono stato. Inoltre non esistono pareri univoci sulla loro possibile interferenza con la funzionalità tiroidea, il dosaggio degli ormoni ed un eventuale aumento dei livelli di iodio all'interno dell'organismo».

Le precauzioni per assumere le medicine in modo corretto durante la gravidanza e nei primi anni di vita del bambino

Uso dei farmaci: gravidanza e bambini.
Quando si aspetta un bambino, è buona norma chiedere sempre consiglio al proprio medico o al ginecologo prima di assumere qualsiasi farmaco. In ogni caso, se esiste una controindicazione nel periodo gestazionale, questa è riportata nei foglietti illustrativi delle specialità medicinali. Nella maggior parte dei casi viene posta in via cautelativa, perché il medicinale non possiede un’adeguata documentazione sull’impiego in gravidanza. Ma se la terapia con un farmaco controindicato in gravidanza fosse già in atto quando una donna si accorge di essere incinta, è bene affidarsi al consiglio di esperti che potranno valutare la situazione nel suo complesso e quantificare il rischio reale. Imparare a usare i farmaci solo quando sono effettivamente necessari è il modo migliore per limitare il rischio di assumere medicinali nelle prime settimane di gestazione, quando questo stato non è ancora noto. Con la nascita del piccolo e l’inizio dell’allattamento al seno la situazione è un po’ diversa. Solo alcuni farmaci passano nel latte e solo alcuni di questi provocano sintomi o disturbi nel bambino. Anche in questo caso, è utile che le madri chiedano consiglio al proprio medico ogni volta che hanno bisogno di una cura. Esistono tabelle con le indicazioni delle sostanze sicuramente da evitare, di quelle da sorvegliare e di quelle innocue. Queste liste sono a disposizione dei pediatri, che possono così guidare le madri nella scelta di una cura.
Assunzione dei farmaci da parte dei bambini
I bambini, e soprattutto i neonati, possono reagire diversamente all’assunzione di un farmaco rispetto agli adulti. È quindi sempre opportuno consultare il pediatra. È altresì importante tenere lontano dalla portata dei piccoli tutte le medicine e, salvo diverse indicazioni riportate sul foglietto illustrativo, non dare i farmaci assieme agli alimenti (come il latte) perché potrebbero esserci interazioni. Fondamentale è anche essere sicuri di somministrare il medicinale nella maniera corretta. In particolare, quando si acquistano farmaci OTC (cioè quelli da banco che si possono comprare senza la ricetta del medico), prima di usarli è bene leggere sempre il foglietto illustrativo e consultare il farmacista o il medico in caso di ulteriori spiegazioni. Quando invece è il pediatra a prescrivere un farmaco al bambino è opportuno che eventuali chiarimenti, a proposito della cura prescritta, vengano chiesti prima di lasciare lo studio.

Attenzione agli antinfiammatori e analgesici, ma anche ai rimedi a a base di piante officinali

Attenzione a prendere farmaci di testa propria durante la gravidanza perché potrebbero far male alla propria salute e a quella del piccolo. Addirittura, uno studio appena pubblicato sul British medical journal a firma di un gruppo di ricercatori danesi, ha messo in luce che antifiammatori e analgesici in particolare aumentano di sette volte il rischio di aborto se vengono assunti durante il primo trimestre. 
“Lo studio ha dimostrato che c’è un’associazione tra il momento dell’aborto e il periodo di assunzione di questi farmaci,” spiega Giovanni Menaldo, direttore dell’Istituto di medicina della riproduzione e psicosomatica di Torino. “Magari gioca anche una certa casualità. Ma in ogni caso è un invito a stare all’erta e a sentire sempre il proprio medico di famiglia o il ginecologo prima di prendere qualsiasi medicinale.”  Oltre ad aumentare il rischio di aborto, infatti, ci sono principi attivi che hanno un effetto teratogeno, ovvero sono in grado di causare malformazioni congenite nel bambino.


Un servizio telefonico per le future mamme
Proprio per aiutare la futura mamma quando vuole più informazioni sui farmaci, ma magari non è reperibile il suo medico, il Cifs, Centro di informazione sul farmaco e sulla salute, ha istituito anche un servizio telefonico. Il numero è 800883300. Massima allerta però anche con le piante officinali. Al momento sono ancora scarse le conoscenze sul grado di diffusione delle sostanze vegetali attraverso la barriera placentare, sui possibili effetti teratogeni e sulle loro attività farmacologiche sui tessuti embrionali. “Non bisogna prendere “sottogamba” la fitoterapia, pensando che se è naturale non fa male,” interviene il professor Menaldo. “Alcune aumentano la contrattilità uterina con rischio di aborto, altre sono direttamente tossiche per il feto o l’embrione, come per esempio le piante contenenti alcaloidi pirrolizidinici quali la Farfara e la Consolida. Per questo, il consiglio è sempre il medesimo che viene dato per i farmaci: mai fare da sé.”